Una storia semplice

C’era gente che non si spiegava i due chilometri di macchine parcheggiate lungo la stradone la sera dell’apertura e altri neanche il successo continuativo del pub. Lo si stava allestendo e accadde un episodio molto indicativo del clima che si respirava a Marina ai primi del 1984: andammo in un paio di soci alla ferramenta di Zangaglia, in paese, per una fornitura di vernici, strumenti, chiodi, viti e quant’altro: totale duecentoseimila e rotte lire. Alla cassa c’era il vecchio e irsuto Zangaglia che arrivato alla somma finale ci apostrofò senza tanti complimenti:
Csan’ fasiv at tota sta roba? (Cosa ne fate di tutta questa roba?)
– Stiamo costruendo un pub.
Indòv? (Dove?)
A Maréna, in tla pgneda, in doclera e Garibaldi (A Marina, nella pineta, dove c’era il Garibaldi).
Faccia stupita, occhio a ruotare su di noi e domanda fatale:
Mò vuitar d’indov a siv? (Ma voi di dove siete?).
Ad Ravéna! (Di Ravenna!).
Ah, ecco! A vleva bé dì. An putiva mica eser ad Maréna, parché a qué il sa tot, che si chiude baracca e burattini e nei prossimi anni ci sarà solo scalo industriale. Mò anavdì, burdell, che i sèra toti al buteg e che e Cumò un mesa piò gneca al stré e i marciapì ui sfa parché tent a Marena un ven piò in ciò? (Volevo ben dire, non potevate mica essere di Marina, perché qui lo sanno tutti che si chiude baracca e burattini… Ma non vedete ragazzi? Si chiudono tutte le botteghe e il Comune non accomoda più neanche le strade e disfa i marciapiedi, perché tanto a Marina non viene più nessuno).
Ce ne stavamo lì, davanti alla cassa, un po’ imbarazzati e un po’ incazzati, non era né il primo né sarebbe stato l’ultimo a farci la predica ma visto che incassava un bel gruzzoletto ci sembrava eccessivo che si prendesse tanta libertà di straparlare. Le nostre facce si erano rabbuiate, la sua allarmata e così sbottò:
Bén bé, me av faz tott i auguri de mond! Fos mai che ajavesve rasò vuietar e par zota af fag nec e scont! Duecento tutto.(Bene, bene io vi faccio tutti gli auguri di questo mondo, fosse mai che voi abbiate ragione e per giunta vi faccio lo sconto. Duecentomila tutto).
Due dati segnaleranno l’enormità di questo dialogo: 1. A memoria d’uomo non risultava che Zangaglia avesse mai fatto un simile sconto. 2. Pochi anni dopo visto il successo della Regina d’Africa il figlio, o il nipote, aprivano un grosso locale a Marina. Quando si dice che a cambiare la vita e la storia di un posto a volte basta poco. Chiedetelo agli immobiliaristi che hanno lucrato miliardi a Marina dal 1985 in poi e anche al Comune che ha rifatto strade, marciapiedi e ben altro in questi ultimi decenni. Ma forse vi diranno che Zangaglia delirava, che il piano di risanamento e rilancio era già bell’e che pronto, ecc. Fate un po’ voi.
Per ridere a volte, quando ci s’incontra ci si dice: quelli che hanno fatto i miliardi a Marina, e anche solo i milioni, dovrebbero metterci una stele sui ruderi della Regina d’Africa e scriverci sopra: “Di qui partì la nostra rinascita, speriamo di non fare la stessa fine. Amen”.