La Regina d’Africa a Marina: dal mito alla realtà

Dalla pineta, alla spiaggia, al mare: un paesaggio che non assomigliava per nulla a quello africano, con un’unica eccezione, le zanzare. Eppure nella realtà di Marina, nell’odore di resina, riviveva il mito della Regina d’Africa.

Eravamo ragazzi e ci sentivamo in un mondo nuovo in quel locale immerso nel verde, anche perché a Marina, in quegli anni, sia il paese che gli stabilimenti balneari offrivano assai poco e la Regina la vivevamo come un posto speciale, anche più di quanto effettivamente fosse. Eravamo perfino convinti di mangiare benissimo.

Quello era l’unico ambiente ravennate egemonizzato dalla sinistra sofferente, allora detta extraparlamentare, con Walter Pretolani, Giorgio Benelli, Valerio Ravaioli, Danilo Montanari, Domenico Berardi, Mauro Zanarini e il non dimenticato Elio Quarneti chef di gran prestigio… che vivevano la grande avventura dell’ “Isola che non c’è” insieme a centinaia di giovani transumanti da Ravenna.

A dispetto del nome la Regina finiva per essere il locale più tipico di Marina e a noi pareva fosse anche esclusivo, perché, seppure in tanti, si ritrovavano le medesime persone, come in un circolo privato riservato ai soci. Ma l’unica esclusività del posto era data dall’amicizia che univa i ragazzi gestori ai ragazzi clienti.

Io, al tempo, in quella precedente vita, ero una pubblica autorità – il Vicesindaco e l’Assessore alla Cultura – e, per questo, alcune iniziative culturali e di spettacolo della Regina godevano del patrocinio del Comune di Ravenna; però io ho sempre pagato le consumazioni.

Rivedere oggi i ruderi della Regina m’invecchia e mi rattrista, come mi spiace trovare la pineta litoranea circostante abbandonata e divorata dai rovi, una pineta che dovrebbe fare il verso alla Dantesca “Divina foresta spessa e viva”.

Oggi molti giovani sono rinchiusi nella piazza virtuale di internet, dove si trovano tanto globalizzati quanto isolati e non staccano gli occhi dall’i-phone, che è una nuova mano interattiva, anche se sono con gli amici allo street bar. La globalizzazione del Regina d’Africa ci veniva dalle diapositive esotiche che Domenico proiettava su un grande lenzuolo bianco. Ma quella della Regina non era una piazza virtuale!

 

Beppe Rossi