Trent’anni dalla nascita della Regina d’Africa

Martedì 15 aprile 2014
Ore 20,30

Regina d’ Africa
1984 – 2014

Passatelli  1962 – Ravenna

regina cover

Trent’anni dalla nascita della Regina d’Africa

Martedì 15 aprile, al Mariani – con una cena particolare* curata dalla cuoca Tiziana; i vini della Tenuta Uccellina, la band faentina dei Defajence**–, hanno inizio le copiose celebrazioni dei trent’anni dall’apertura della Regina d’Africa nella pineta di Marina di Ravenna. Le iniziative messe in campo vanno dalla presentazione del libro, in giugno, La Regina d’Africa. The legend alla festa che si svolgerà al mare sempre in giugno – mese in cui fu aperta nel 1984 la Regina.

Sono molti i ravennati e non, a cui è legato un ricordo gioioso di quel Pub e di quel tempo e valeva la pena fare queste feste non foss’altro per rivivere in compagnia quegli anni.

*Menù

Aperitivo di benvenuto con bollicine romagnole

Culatta di culatello con gelato di Parmigiano Reggiano 24 mesi e aceto balsamico di Italo Pedroni

Strozzapreti bianchi e verdi con rigatino di mora romagnola, stridoli, pomodori ciliegini serviti con una bella spolverata di Parmigiano Reggiano (sempre di 24 mesi).

Coniglio arrosto con aglio di Voghiera, rosmarino e… le sue patate

Sorbetto alla fragola mantecato col regio, rosso da uva appassita.

RAMBELA
SANGIOVESE SUPERIORE
REGIO

Questo il bouquet di vini della Tenuta Uccellina messo in campo per la serata.

Costo Euro 30,00 (vini inclusi)

Prenotazioni: 0544-215206

**Un concerto dei Defajence è sempre una festa:

un mix irresistibile di ritmi e di suoni che invitano il pubblico a ballare e a partecipare.
Ecco quindi il sound ipnotico della musica Cajun della Louisiana che dialoga con brani di puro stile Tex-Mex, o una ballad in francese del Quebec anticipa un brano Country, un Rock’n’Roll una musica Latina. Musica di frontiera quindi, una contaminazione fra culture popolari interpretate in una comune chiave Rock’n’Roll.

Immagini guida

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Una donna e una tigre sotto la neve…

È notorio che in Africa c’è la neve, ci sono le tigri e soprattutto donne bianche bellissime – magari somiglianti a Katharine Hepburn – che girano in pelliccia. Meglio ancora poi se tigre e donna stanno assieme. Paura di confusione con La regina d’Africa, il film, zero. Surreale? Ovvio. D’altronde una regina degna di questo nome, in Africa, dove poteva essere se non sotto le nevi del Kilimangiaro, e possedere almeno una tigre? Sulla tipologia della pelliccia non sorvoliamo. Ma, sia detto per inciso, è nientemeno che tigre bianca dell’Himalaya.
Quante cazzate abbiamo dovuto dire a tutti quelli che ci chiedevano che nesso ci fosse tra un poster del genere, il pub in pineta e il film di John Huston. Nessuno, garantito. Il fatto è che si era votato fra due nomi: Il Grande Sonno e La Regina d’Africa. Vinse quest’ultimo. La tavola di Paolo Biagini ci era piaciuta moltissimo proprio per la sua estraneità al titolo in questione e allo stesso tempo per la vorace forza evocativa di mondi, se non immaginari, almeno stupefacenti.

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Piccolo uomo in poltrona con libro e abat-jour (accesa, delle volte)

China su carta Schoeller, opera di Mauro Boschini non finita, recuperata nello studio di Cesare Reggiani; originale e bellissima, utilizzata all’insaputa dell’Autore per tutto il corredo della R. d’A. e stampata di volta in volta in nero, in seppia, in verde etc.
Alle spalle dell’omino in poltrona si agita una natura da incubo “fatta” di LSD o altro, contenuta però in un ritmo escheriano. Nell’originale la lampada non ha colore, qui è accesa invece una fioca luce. In contrasto fortissimo con il poster, luminoso quanto imperioso, simula la notte della Regina: la musica, gli incontri, le solitudini e infine apre la porta ad inagibili sogni.